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Il campo rosso è stato il mio primo campo.
Ricordo che il coordinatore si chiamava Rocco ed era di Salerno. A quei
tempi (1978) le selezioni dell'ENI si facevano ad Idice di San Lazzaro. Poi,
verso marzo - aprile c'era lo stage a Borca a Villa Ines. Io sono nato nel
Lazio e non avevo mai visto montagne così alte. Mi impressionò anche il
colore verde chiaro delle foglie, ero abituato al verde scuro delle nostre
zone. La prima "pettata" fu per me tremenda allo stage e il mio coordinatore
mi disse ridendo che quella era solo la salita per arrivare al campo!
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Si arrivava qui con il pulman e da qui si
partiva poi per le varie destinazioni come la Val Travenanzes. Ricordo una
volta che, dopo ore ed ore di marcia, arrivammo all'altro lato di una
montagna e solo li ci accorgemmo di aver sbagliato sentiero....Tra urla,
piedi gonfi, lacrime e imprecazioni si sentii la voce baritonale di un capo
di cui non ricordo il nome, che urlò a tutti che disperandoci non
avremmo risolto il problema e che volenti, nolenti o dolenti dovevamo
ripercorrere in senso inverso metro dopo metro l'intero percorso per
arrivare dove ci aspettava il pulmann che ci avrebbe riportati al campo. Noi
capi avevamo tutti i piedi gonfi ma credo che quella esperienza |
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Noi capi avevamo sempre il vizio di "fare le prediche",
chissà perchè ci attirava tanto....e le riunioni di solito servivano a fare
richiami, dare avvertimenti, notizie,ecc. solo la sera, dopo cena, servivano
per passare l'ora di veglia prima della nanna!!! |
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Ebbene si, questo sono io. Non riesco a capire perchè a 13
anni ero più o meno così e a tutt'oggi continuo ad essere più o meno così!
La divisa era classica e nel tempo non è molto cambiata, forse i colori
degli ultimi anni. Scarponi zamberlan, calzerotti, calzettoni, calzoncini
alla zuava o corti di velluto a coste, camiciotto, gilè e maglione
girocollo. Ah...poi c'era il famoso zaino di Walter Bonatti e il
fazzolettone. Completava la bardatura il "gommone" così chiamavamo quella
specie di casacca impermeabile color grigio celeste scuro che ci portavamo
appresso nelle uscite. |
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Ragazzi, questo è Claudio GILET, uno dei capi più in gamba
che abbia mai conosciuto. Esperto scout, animatore, esperto montanaro e i
ragazzi lo seguivano come calamitati. Ora fa il capostazione in una delle
stazioncine della linea della freccia della laguna, tra Padova e Calalzo. Se
riesco a beccarlo lo trascino nel nostro blog, quello di Sergio. |
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Chi non ricorda il mitico rifugio cinque torri ricco di
storia e pieno di foto in biancoe nero della prima guerra mondiale. La mia
"panza" è proprio "fedele nei secoli" |
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Questo è il più bel team di capi che io ricordi. Tutti molto
ma molto in gamba. Quello alto in basso a sinistra aveva l'abitudine di
svegliare i ragazzi del campo rosso al mattino con un "corno" dal suono
buffissimo che faceva morire dal ridere . |
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Gli azzurri, un anno, erano i più piccoli mentre per gli
altri anni ad essere i più piccoli erano i gialli. Qui avevamo incrociato
nei pressi del Rifugio Palmieri un battaglione di alpini in marcia che ci
fecero compagnia per un bel pò. In una delle pause ci fecero vedere come
funzionava la radio da campo. Sapete quale era la batteria ? una specie di
bicicletta fissa pedalata forsennatamente da un alpino, la dinamo producendo
corrente alimentava la radio uauauauaua |
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I momenti più belli erano comunque quando ci si riuniva
attorno al fuoco aspettando le salsicce. Vi ricordate il vin brullè ? Chi
non l'ha mai fatto.....Ma chissà perchè tutto di quei posti era squisito...e
gli strudel di San Vito ?......e lo speck ?.......e la grappa alle bacche di
pino ?......Per la miseria ragazzi....ora capite il perchè della mia panza ? |
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Qualcuno una volta mi fece assaggiare le banane arrosto...ma
sono buonissime...non le avevo mai assaggiate! |
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I mitici capi del campo azzurri....forse qualcuno riesce a
ricordare il formidabile Carlo Zuccalà, ultimo a destra e il mitico
Gianfranco Ara divenuto Direttore, quello con la barba vicino a lui. Io
avevo abituato i miei capi in un modo un po tenerone. Al mattino, dopo un
uscita pesante, gli portavo la colazione a letto nella capanna e consentivo
a coloro che proprio non ce la facevano ad alzarsi, di rimanere ancora un
po sotto le coperte. La sua pattuglia in questo caso veniva presa da un
altro e portata a colazione in mensa. Che spirito di gruppo eh ? Lo dico con
orgoglio: è tutto merito mio e ne vado fiero! |
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Questa è una delle poche foto con Padre
Antonio Colicelli, forse la persona più stimata, più esperta e più in gamba
di tutti noi. Non so neanche quanti anni è stato il cappellano del campo,
una vita! Io mi ricordo le sue messe celebrate sulle montagne negli altarini
in pietra a strapiombo sull'infinito. Che sensazioni ragazzi, mai sentito
più vicino a Dio di quei momenti! Padre Colicelli stava in una parrocchia
romana dalle parti di Via Appia mi pare, credo proprio che qualche volta
andrò a trovarlo per trascinare anche lui nel blog di Sergio |
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Ancora Carlo Zuccalà, sempre Carlo Zuccalà, torna Carlo
Zuccalà, insieme a Carlo Zuccalà.
.....a proposito....ecco Carlo Zuccalà |
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Ha fatto strage di cuori sia tra i capi che tra i ragazzi,
la mitica stupenda Dottoressa, non ricordo il nome ma ricordo solo che era
bellissima e di una allegria contagiosa. Ma perchè stavamo tutti in
infermeria a chiedere cure ? Ricordo che lei era di Udine. |
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Bè ragazzi...io mi alzo in piedi in segno di rispetto, si
vede male ma quello in piedi è nientemeno che il formidabile Direttore,
Dottore Francesco Chiaramonti. Pensate che io l'ho rincontrato a Roma
faceva il Direttore (ma è un segno del destino il suo) al centro
antidiabetico dei cavalieri di malta di via Palmiro Togliatti. Come è
piccolo il mondo eh ? L'ho perso di vista ma giuro che lo ritroverò un
giorno e lo trascinerò nel nostro gruppo |
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Eccolo il Gianfranco Ara al naturale. Quando divenne
Direttore io già ero andata via dal campo perchè trovai un lavoro fisso a
Roma e terminò la mia era al campeggio ma mi hanno detto che è stato uno dei
più bravi Direttori ....e l'ho selezionato io ad Idice!!!!!!! |
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Si...avete visto bene......quella nella capanna è proprio la
Dottoressa bellissima come sempre. Quel letto non fu mai più rifatto ! |
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Questa era l'interno disordinato della capanna del campo
azzurri. Ma nooooo....in fondo ancora Carlo Zuccalà....... |
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Bè....questo era uno dei capi si chiama
Matteo FIORE ed è di San Severo in Puglia. Un ragazzo eccezionale,
religiosissimo, sapeva farci riflettere anche se, in quel contesto, forse
non serviva. La sera si metteva in Direzione e telefonava - a scrocco - alla sua
Lucia. Fu così che mi venne in mente un diabolico scherzo: Lasciai il
microfono dell'amplificatore acceso, sapete quello che si usava per avvisi
con altoparlanti in tutti i campi e che diffondeva la musica per svegliarci
al mattino ? Bene, la sera, quando Matteo andò a telefonare alla sua ragazza
240 ragazzini, 28 capi, 4 coordinatori, 1 direttore, segretaria, dottoressa
e personale mensa, guardaroba ecc. sentirono l'idillio!!!!!!!!! NON MI
PARLO' PIU' PER MOLTI GIORNI...MA POI ABBIAMO FATTO PACE ...UAUAUAUAUAUAUAU |
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Bè...qui Padre Colicelli si vede meglio, quello in mezzo è
il mio amico Leonardo Scilla, ogni tanto ancora ci vediamo. Leonardo è
l'autore del filmato che potete vedere a sinistra in questo blog. .....MMMM
non sono ancora dimagrito eh ?!!!! |
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No....non direi proprio....sembra un cocomero quello che
ho..... Comunque stavamo ai Piani di Greanes...ed io ne avevo leggermente
approfittato...
(COMA PROFONDO....CATATONICO..) |
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eccoli finalmente i famosi GOMMONI...eravamo
alla val Travenanzes per andare a un rifugio e, dopo circa 3 ore di
percorso, inizia a piovere a dirotto, un uragano di acqua ! Io e gli altri
capi facciamo fermare i ragazzi e gli diciamo di indossare il gommone in
tutta fretta e...UNO DI LORO NON CE L'AVEVA !!!! mMmMMmm...ME LO SAREI
MANGIATO. Comunque in questi casi il discorso è chiaro: se si ammala un
ragazzo per noi c'è la sedia elettrica dopo l'olio di ricino e le frustate
ma se si ammala uno di noi al massimo ci offrono una sigaretta e, quindi,
tiriamo a sorte tra i capi eeeee TOCCA A ME! Consegno il gommone al
ragazzino dopo averlo scuoiato vivo con gli occhi e dico ai capi che io
accelero per andare al rifugio prima così becco poca acqua. Mi incammino di
buon passo e rapidamente distanzio il gruppo, iniziano i fulmini ... Io un
poco spaventato mi metto quasi a correre quando il sentiero passava proprio
in mezzo a un bosco di abeti e una mandria di grandi vacche dolomitiche. Non
so perchè mi ricordai di qualcuno che disse che i fulmini sono attirati dai
boschi e dagli zoccoli delle vacche. Io, ormai in preda al panico, mi metto
a correre e sbaaaaannnnnggg vado a finire proprio spiaccicato ad un albero.
Gli occhiali partono subito e si spezzano in due ! Meno male che io, sempre
previdente, mi portavo sempre appresso un po di filo, nastro isolante ed
altre cose di utilità. Mi fermai un attimo a rappezzare gli occhiali ma finì
per infilarmi un paio di occhiali grotteschi e storti in giù. Non ci vedevo
affatto e, ormai correndo all'impazzata con i fulmini che mi
inseguivano, vidi in lontananza la luce del rifugio che mi sembrò il
paradiso. Gesticolando, fradicio e sudato fino alle ossa, faccia sfigurata
dalla paura e dagli occhiali orrendi mi avventai sulla porta spalancandola
come un bandito calabrese e....nel rifugio c'erano un gruppo di austriaci
che si fermarono bloccati a guardarmi stupiti......."...NIENTE PAURA, SONO
DEL CAMPEGGIO ENI DI BORCA....." E PIANSERO TUTTI CON ME......
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Ve la ricordate la "pattuglia di servizio" ? Era una forza
vedere questi ragazzi che per tutto il giorno giravano tutto il campo in
cerca di cartacce e pulivano tutto con grande zelo. Il momento più bello era
quello della mensa perchè la pattuglia godeva di un trattamento particolare.
Il fazzolettone era multicolore per distinguerli dagli altri. |
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Questo capo, molto stanco, non sta li per riposarsi ma..per
essere panato e buttato sul fuoco a sinistra. I ragazzini a destra infatti
lo guardano con golosità e appetito. |
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Bianchi, rossi, gialli...tutti uniti nella "lotta" |
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Questi erano indimenticabili momenti di socializzazione.
Passava la stanchezza, veniva l'allegria e...le salsicce di Borca e lo
strudel di San Vito. Si intravede, sulla sinistra, il mitico totem del
campo rosso - mia superba creazione- che durò ancora per molti e molti anni. |
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I ragazzi del campo azzurri erano i più piccoli, si faceva a
turno ogni anno tra campo giallo (l'ultimo in alto) e il campo azzurro
(l'ultimo in basso). Vedi mai che qualcuno del blog di Sergio si riconosca
proprio in questa foto.... |
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Quel capo in fondo è di Pontremoli, si chiama Silvio ed era
simpaticissimo |
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Chi non ha mai bevuto almeno una volta l'acqua sorgiva da un
torrente o un ruscello di quei luoghi? Era una delizia ma talmente buona che
ogni volta che tornavo a Roma, riempivo una borraccia di acqua del rubinetto
e la mettevo in frigorifero per cercare di ricreare un pochino la
dimensione.....uauauauau sono decisamente matto da legare ! |
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Ed eccomi con Silvio di Pontremoli....mmmmm si....la faccia
da matto ce l'ho..... |
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Ragazzi..fermi tutti ed alzatevi in piedi in segno di
rispetto ed onore per questo capo. E' di Padova ed è una delle persone più
simpatiche che abbia mai conosciuto ma...mi sento in colpa verso di lui. Ci
fu un anno, verso Natale, che lui venne a Roma e mi telefonò per una pizza
ma.....ero in bolletta sfigata e non ebbi il coraggio di accettare e mi
vergognavo un poco a dirglielo e quindi gli inventai una scusa per non
uscire ma...ragazzi mi dispiacque proprio tanto.....non me lo perdonerò
mai..... |
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continua la camminata....verso i piani di Greanes...ricordate
? |
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Quando dovevamo prendere il pulmann per un uscita lo
aspettavamo sempre in un piazzale a metà strada tra Borca e il campo |
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